- Sarà…
…un’altro noiosissimo viaggio
di rientro - ha pensato.
Era una ragazza su vent’anni. Tutti la consideravano come una ragazza per bene anche se di sicuro non passava inosservata. Alta, con lunghi capelli rossi, un paio di grandi occhi verdi e delle belle labra carnose che sfoggiavano un sorriso ammaiante.
Ogni tanto lavorava come hostess di pullman di una linea internazionale per guadagnare soldi extra per gli studi.
Quella sera indossava un uniforme da lavoro - una camicetta bianca, una minigonna blu che esponeva un paio di belle gambe lunghe vestite di calze trasparenti e un paio di scarpe con i tacchi alti.
Era una corsa fuori stagione per di più intra settimanale, perciò c’era soltanto una decina di passeggeri tra cui anche lui…
Non sembrava affatto il suo compaesano. Aveva un bel fisico: moro, alto, magro ma muscoloso, con una bella abbronzatura che dava un forte contrasto con i suoi occhi azzurri. Sopra labbro superiore aveva una cicatrice che attirava l’attenzione. Li dava un aspetto intrigante e pericoloso, come le cose di cui si teme e che si desidera fortemente.
Ormai era una notte fonda. La ragazza percorse tutto il pullman per controllare come stessero i passeggeri. Tutti dormivano spaparanzati su doppi sedili.
Tranne lui…
- Ti posso offrire un drink?
Le chiese mostrandole una bottiglia di un liquore. Nella penombra delle luci notturne del pullman si vedevano i suoi occhi che brillavano come due stelle. La ragazza si mise ad osservarlo per un instante, si leccò le labbra e rispose:
- Perché no…
Si siede al suo fianco, bevve ad un sorso tutto il liquore versato nel bicchiere di plastica e di nuovo lo guardò in faccia. Erano talmente vicini che sentiva addosso il suo respiro caldo che profumava dell’alcol. Sentiva il calore del suo corpo così attraente. Non hanno detto più niente, non ce ne era bisogno.
Il ragazzo afferrò la sua faccia con entrambi le mani e cominciò a baciarla appassionatamente.
Le loro lingue ballavano, si intrecciavano nelle loro bocche scambiando dei liquidi.
Le mani di lui hanno cominciato ad esplorare il corpo della ragazza prima sbottonando la camicetta e tirando fuori due seni belli e sodi. E mentre gli accarezzava, stringeva fortemente e prendeva a morsi, una delle mani scese ancora più giù alzando la minigonna ed abbassando le calze e le mutandine.
Le dita affondarono nella fessura ormai calda ed umida. La ragazza li spinse la mano ancora più dentro, fino in fondo. Teneva le gambe belle allargate ed il suo bacino si muoveva al ritmo delle carezze di lui. Sempre più forte e più veloce finché il suo corpo non venne stravolto da un potente orgasmo. E lui si leccò le dita.
Lo guardò sconvolta e li sussurrò:
- Adesso è il mio turno. Ti ripago il piacere.
Si piegò verso la chiusura dei suoi pantaloni che sembravano di voler esplodere. Abbassò la cerniera e il suo cazzo schizzo fuori… bello, tozzo e duro come una pietra proprio come piaceva a lei. Profumava di sborra che volesse schizzare fuori. Dal buco uscivano le gocce preliminari che lei raccolse con la punta della sua lingua con la dovuta devozione. Poi li strinse la capella con le sue labbra carnose.
Stavolta era il ragazzo che mugugnava quando la testa della ragazza si muoveva su e giù, su e giù, facendo sprofondare il cazzo dentro la sua gola.
All’improvviso lui la fermò.
- Aspetta - le disse.
- Non voglio finire così. Vieni con me.
La condusse fino ultima fila dei sedili dove per fortuna non dormiva nessuno.
Le fece stendersi a pancia in giù con le gambe chiuse. Le alzo minigonna e abbassò le calze e le mutandine soltanto quel minimo necessario. Poi si stese delicatamente sopra e con un colpo secco entrò dentro di lei.
Dalla bocca della ragazza partì un grido muto. Ma non per il dolore ma per il shock subito. Era la prima volta che qualcuno le sfondasse il suo culo. Le sembrava di avere dentro di se un ferro rovente che le procurava le ondate di calore, piacere e dolore che stravolgevano tutto il suo corpo mentre il ragazzo la scopava con grande abilità. Subiva e assaporava ogni minima sensazione che le veniva procurata. Non voleva che questa cosa finisse neanche quando il ragazzo finalmente la riempi con la sua sborra.
Si diedero un ultimo bacio passionale dopodiché ogni uno torno al suo posto a dormire.
Mattina dopo si salutarono come se niente fosse anche se loro sguardi erano pieni di passione e complicità. Non si videro mai più e alla ragazza rimase un’immagine sbiadita di un ragazzo con la cicatrice ed una grande passione per il culo fondato e per la trasgressione.
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