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Google’s 4K Streamer: Get 2-in-1 Power as a Smart Home Hub, Now On Sale!

With March Madness and the Oscars on the horizon, it could be an opportune moment to enhance your television viewing experience. Google’s TV Streamer 4K is presently offered at a reduced price of $79.99 ($20 off) at Amazon, Target, and Walmart, marking its second most favorable price point thus far and just $5 above its absolute lowest price ever.

Its performance as a streaming media player is…

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Desert Skies: Is the Gulf’s Aviation Crown Slipping?

In the preceding year, one-third of all aerial journeys connecting Europe and Asia utilized Gulf airports as transit points. When considering individuals journeying from Europe to Australasia, this proportion exceeded fifty percent.
Nevertheless, subsequent to the incursions of the previous week, an inquiry now looms large over the area: what duration will be necessary to reinstate public trust…

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Android’s Find Hub adds iPhone-like luggage tracking links

So far, several airlines support the new Find Hub feature, including AJet, Air India, China Airlines, Saudia Airlines, Scandinavian Airlines, Turkish Airlines, and the Lufthansa Group, which owns Lufthansa, Austrian Airlines, Brussels Airlines, and Swiss International Air Lines. Google says more airlines, such as Qantas, will accept Find Hub links in the future. When asked whether US-based…

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How Bangladesh Became a Hub for Event Linen Manufacturing

Bangladesh has rapidly emerged as a global manufacturing hub for event linens, catering to the growing demands of various industries ranging from hospitality to event management. The evolution of Bangladesh into a powerhouse in this specialized textile segment can be attributed to numerous factors, including its rich tradition in textile manufacturing, favorable trade policies, and an…

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OCs -> Misc. Heroes

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Mindsong

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Shielder

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Toxin

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Jaime Reyes

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Johnny Thunder

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Justice League

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Just Tits League

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Martian Manhunter

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Red Tornado

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SwitchBot AI Hub ora supporta OpenClaw: la casa intelligente si controlla da WhatsApp

SwitchBot AI Hub ora supporta OpenClaw: la casa intelligente si controlla da WhatsApp

C'era una promessa nell'aria da qualche settimana. Quando SwitchBot aveva presentato il suo AI Hub a inizio febbraio, uno degli annunci più curiosi riguardava il supporto imminente a OpenClaw, un framework open source per agenti AI autonomi. “Entro fine febbraio”, aveva detto l'azienda. Ebbene, ci siamo: con il rilascio dell'aggiornamento app V9.23 e del nuovo firmware V28 per l'hub, l'integrazione è ufficialmente disponibile. Intanto vi invitiamo a leggere la nostra recensione. E le cose si fanno interessanti.
Prima di tutto: cos'è OpenClaw e perché conta

Per capire perché questa integrazione è rilevante, vale la pena fare un passo indietro e spiegare cosa sia OpenClaw a chi non lo conosce ancora.

OpenClaw è un framework open source pensato per creare agenti AI autonomi, ovvero sistemi software capaci non solo di rispondere a domande ma di agire concretamente nel mondo digitale e fisico in base a istruzioni ricevute in linguaggio naturale. A differenza degli assistenti vocali tradizionali, che eseguono comandi predefiniti e rigidi, un agente AI basato su OpenClaw può ragionare sul contesto, ricordare le interazioni precedenti, accedere a strumenti esterni e prendere decisioni in modo più flessibile.

Fino a poco tempo fa, far girare OpenClaw richiedeva un PC dedicato o soluzioni cloud, con tutti i costi e le complessità del caso. SwitchBot ha deciso di portarlo direttamente sull'hub, eliminando la necessità di hardware aggiuntivo e rendendo il tutto molto più accessibile anche per utenti non tecnici.
Cosa cambia con il firmware V28 e l'app V9.23

Con questo aggiornamento, AI Hub diventa il primo hub domestico al mondo a supportare ufficialmente OpenClaw in esecuzione locale. Questo significa che l'agente AI gira direttamente sul dispositivo, senza dipendere da server esterni per le operazioni principali. Un vantaggio non da poco in termini di privacy, latenza e continuità operativa anche in caso di problemi di connessione.

Una volta aggiornati app e firmware, la configurazione prevede di collegare OpenClaw al proprio account su una o più app di messaggistica. Il sistema crea di fatto un contatto bot all'interno della chat, con cui è possibile interagire esattamente come si farebbe con una persona reale. Niente interfacce separate, niente app dedicate da aprire: si apre WhatsApp, si scrive un messaggio, e la casa risponde.

Le piattaforme di messaggistica supportate sono numerose — si parla di compatibilità con oltre cinquanta app diverse — tra cui le più diffuse come WhatsApp, iMessage e Discord. Un approccio che abbassa drasticamente la barriera d'accesso per chi non ha mai voluto imparare a usare app di domotica complesse.
Scegliere il proprio modello AI: libertà insolita nel mondo smart home

Uno degli aspetti più interessanti di questa implementazione è la flessibilità nella scelta del modello linguistico. Attraverso OpenClaw, gli utenti possono collegare il proprio account a diversi servizi AI: ChatGPT di OpenAI, Gemini di Google, DeepSeek o qualsiasi altro modello compatibile con il framework.

Questo approccio è piuttosto controcorrente rispetto a quanto siamo abituati a vedere nel mercato dei dispositivi smart home, dove i produttori tendono a blindare gli utenti all'interno del proprio ecosistema e dei propri servizi proprietari. SwitchBot, almeno in questo caso, ha scelto una strada diversa: l'hub fa da infrastruttura, ma il “cervello” lo sceglie l'utente in base alle proprie preferenze, al proprio abbonamento già attivo o semplicemente al modello che ritiene più capace per un determinato tipo di utilizzo.

Chi vuole usare DeepSeek per risparmiare, chi preferisce la qualità di risposta di GPT-4o, chi si trova bene con Gemini: ognuno può configurare il sistema come preferisce, e volendo anche cambiarlo nel tempo senza dover sostituire l'hardware.

https://www.youtube.com/watch?v=wstKGTm9EYg

SwitchBot Skills: controllare casa attraverso la chat

Con questo aggiornamento debuttano anche le SwitchBot Skills, ovvero le capacità specifiche che OpenClaw acquisisce per interagire con i dispositivi collegati all'AI Hub. Si tratta, in sostanza, di un set di istruzioni e permessi che consentono all'agente AI di conoscere quali dispositivi sono disponibili, come interagire con essi e in quali contesti farlo.

Nella versione attuale, le Skills permettono già di controllare tutti i dispositivi SwitchBot connessi all'hub tramite comandi in linguaggio naturale attraverso le app di messaggistica. È quindi possibile chiedere di accendere o spegnere le luci, regolare il termostato, verificare lo stato dei sensori ambientali, e così via, tutto dalla stessa chat che si usa per parlare con amici e familiari.

Questa è però solo la prima versione. SwitchBot ha già comunicato che entro la fine di marzo arriveranno aggiornamenti significativi, con il supporto alle automazioni create sull'hub e l'integrazione con le telecamere collegate al sistema. Quest'ultimo punto è particolarmente interessante: poter interagire via chat con le immagini catturate dalle telecamere — ad esempio chiedere “chi c'è al campanello?” e ricevere un'immagine direttamente su WhatsApp — è una funzionalità che potrebbe davvero cambiare il modo in cui molti utenti gestiscono la sicurezza domestica.
Non solo SwitchBot: l'integrazione con altri ecosistemi smart home

Uno dei limiti più frustranti del mercato smart home è sempre stata la frammentazione. Chi ha dispositivi di brand diversi si ritrova spesso a gestire tre, quattro o cinque app separate, ognuna con la propria logica, i propri automatismi, i propri assistenti vocali. OpenClaw su AI Hub punta a risolvere, almeno parzialmente, questo problema.

Grazie al sistema di Skills, l'agente AI può essere configurato per accedere anche ad altri ecosistemi smart home, tra cui Home Assistant, Apple Home e Google Home. Questo significa che, almeno in teoria, è possibile usare la stessa interfaccia conversazionale per controllare sia i dispositivi SwitchBot che quelli di altri brand già integrati in queste piattaforme. Un singolo punto di accesso, un singolo interlocutore, per una casa smart eterogenea.

Ovviamente l'integrazione con ecosistemi terzi dipende dalla qualità e dalla completezza delle Skills disponibili, e ci si aspetta che questo aspetto migliori progressivamente con gli aggiornamenti futuri. Ma l'impostazione di fondo — aprire il sistema invece di chiuderlo — è già di per sé un segnale positivo.
AI Hub come sistema di videosorveglianza locale: il lato NVR

Prima ancora di parlare di OpenClaw, vale la pena ricordare cosa fa AI Hub di suo, perché non è semplicemente un gateway per agenti AI. Il dispositivo integra un sistema NVR locale completo, basato su Frigate, con supporto fino a otto telecamere e archiviazione espandibile fino a 16 TB.

La particolarità rispetto a un NVR tradizionale è l'integrazione di modelli Vision-Language (VLM), ovvero sistemi di intelligenza artificiale capaci di analizzare le immagini delle telecamere e descriverle a parole. Questo consente funzionalità che vanno ben oltre la semplice registrazione: riconoscimento facciale on-device, ricerca intelligente nei filmati, generazione automatica di riepiloghi giornalieri delle attività rilevate, e soprattutto la possibilità di usare gli eventi visivi come trigger per le automazioni domestiche.

L'esempio più immediato: quando qualcuno suona al campanello video SwitchBot, l'hub cattura l'immagine, la analizza con il VLM, e può inviare automaticamente una notifica con foto attraverso OpenClaw direttamente su WhatsApp. L'utente può rispondere alla notifica con un messaggio per sbloccare la porta, senza aprire nessuna app specifica.

Tutto questo avviene in locale, sui chip dell'hub, senza che le immagini debbano necessariamente viaggiare verso server cloud. Per chi è sensibile al tema della privacy dei filmati domestici, non è un dettaglio trascurabile.
Un hub per tutto: Matter, Bluetooth, Home Assistant

Al di là delle funzionalità AI, AI Hub svolge anche il ruolo di hub domotico tradizionale, con alcune caratteristiche degne di nota. Supporta il protocollo Matter come bridge per fino a trenta dispositivi SwitchBot, il che significa che questi ultimi diventano accessibili anche dagli ecosistemi Apple Home, Google Home e Amazon Alexa senza configurazioni aggiuntive.

Il doppio Wi-Fi e la copertura Bluetooth estesa garantiscono una connettività stabile per i dispositivi SwitchBot che comunicano in radio frequenza, mentre le automazioni locali per i prodotti Bluetooth risultano più rapide rispetto alle soluzioni cloud-based. Per chi ha molti dispositivi SwitchBot in casa, questo si traduce in una risposta più immediata e meno dipendente dalla qualità della connessione internet.

È inoltre possibile installare Home Assistant direttamente sull'hub, trasformandolo in un server domotico completo senza hardware aggiuntivo. Una scelta apprezzabile per gli utenti più smaliziati che vogliono sfruttare appieno le potenzialità della piattaforma open source più diffusa nel mondo della smart home.
Come iniziare: aggiornamento e tutorial ufficiale

Per chi possiede già un AI Hub, il percorso è piuttosto semplice. Basta aggiornare l'app SwitchBot alla versione V9.23 e attendere o avviare manualmente l'aggiornamento del firmware dell'hub alla versione V28. Una volta completato il tutto, la sezione dedicata a OpenClaw sarà disponibile nelle impostazioni del dispositivo.

SwitchBot ha pubblicato un tutorial dettagliato per guidare passo dopo passo nella configurazione, disponibile sul proprio portale di supporto ufficiale. Il documento include anche la descrizione delle Skills attualmente disponibili e le istruzioni per collegare i vari modelli AI e le app di messaggistica.
Vale la pena comprarlo? Considerazioni finali

SwitchBot AI Hub è disponibile al prezzo di 259,99 euro sul sito ufficiale europeo, con un bundle che include anche la telecamera Pan/Tilt Cam Plus 3K a 299,99 euro. Non è sicuramente un acquisto da fare senza rifletterci, ma il posizionamento ha una sua coerenza interna.

Chi cerca un hub domotico che faccia da solo tutto — NVR locale, AI edge, bridge Matter, server Home Assistant opzionale — e che ora integra anche un agente AI accessibile via chat con il modello linguistico di propria scelta, non troverà facilmente alternative comparabili sul mercato a questo prezzo. I sistemi simili o richiedono hardware aggiuntivo (un PC sempre acceso per OpenClaw, un NVR separato per le telecamere) o dipendono interamente dal cloud, con tutto ciò che comporta in termini di costi ricorrenti e rischi per la privacy.

Il limite principale, per ora, è che il sistema è ancora in costruzione: le Skills per le automazioni e le telecamere arriveranno a marzo, e sarà interessante vedere quanto sarà solido il tutto una volta che la piattaforma sarà completa. Ma la direzione intrapresa da SwitchBot — locale, aperto, interoperabile — è esattamente quella che molti utenti attendevano da tempo nel mondo della smart home. Disponibile direttamente su l sito ufficiale.

 
 

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SwitchBot AI Hub ora supporta OpenClaw: la casa intelligente si controlla da WhatsApp

SwitchBot AI Hub ora supporta OpenClaw: la casa intelligente si controlla da WhatsApp

C'era una promessa nell'aria da qualche settimana. Quando SwitchBot aveva presentato il suo AI Hub a inizio febbraio, uno degli annunci più curiosi riguardava il supporto imminente a OpenClaw, un framework open source per agenti AI autonomi. “Entro fine febbraio”, aveva detto l'azienda. Ebbene, ci siamo: con il rilascio dell'aggiornamento app V9.23 e del nuovo firmware V28 per l'hub, l'integrazione è ufficialmente disponibile. Intanto vi invitiamo a leggere la nostra recensione. E le cose si fanno interessanti.
Prima di tutto: cos'è OpenClaw e perché conta

Per capire perché questa integrazione è rilevante, vale la pena fare un passo indietro e spiegare cosa sia OpenClaw a chi non lo conosce ancora.

OpenClaw è un framework open source pensato per creare agenti AI autonomi, ovvero sistemi software capaci non solo di rispondere a domande ma di agire concretamente nel mondo digitale e fisico in base a istruzioni ricevute in linguaggio naturale. A differenza degli assistenti vocali tradizionali, che eseguono comandi predefiniti e rigidi, un agente AI basato su OpenClaw può ragionare sul contesto, ricordare le interazioni precedenti, accedere a strumenti esterni e prendere decisioni in modo più flessibile.

Fino a poco tempo fa, far girare OpenClaw richiedeva un PC dedicato o soluzioni cloud, con tutti i costi e le complessità del caso. SwitchBot ha deciso di portarlo direttamente sull'hub, eliminando la necessità di hardware aggiuntivo e rendendo il tutto molto più accessibile anche per utenti non tecnici.
Cosa cambia con il firmware V28 e l'app V9.23

Con questo aggiornamento, AI Hub diventa il primo hub domestico al mondo a supportare ufficialmente OpenClaw in esecuzione locale. Questo significa che l'agente AI gira direttamente sul dispositivo, senza dipendere da server esterni per le operazioni principali. Un vantaggio non da poco in termini di privacy, latenza e continuità operativa anche in caso di problemi di connessione.

Una volta aggiornati app e firmware, la configurazione prevede di collegare OpenClaw al proprio account su una o più app di messaggistica. Il sistema crea di fatto un contatto bot all'interno della chat, con cui è possibile interagire esattamente come si farebbe con una persona reale. Niente interfacce separate, niente app dedicate da aprire: si apre WhatsApp, si scrive un messaggio, e la casa risponde.

Le piattaforme di messaggistica supportate sono numerose — si parla di compatibilità con oltre cinquanta app diverse — tra cui le più diffuse come WhatsApp, iMessage e Discord. Un approccio che abbassa drasticamente la barriera d'accesso per chi non ha mai voluto imparare a usare app di domotica complesse.
Scegliere il proprio modello AI: libertà insolita nel mondo smart home

Uno degli aspetti più interessanti di questa implementazione è la flessibilità nella scelta del modello linguistico. Attraverso OpenClaw, gli utenti possono collegare il proprio account a diversi servizi AI: ChatGPT di OpenAI, Gemini di Google, DeepSeek o qualsiasi altro modello compatibile con il framework.

Questo approccio è piuttosto controcorrente rispetto a quanto siamo abituati a vedere nel mercato dei dispositivi smart home, dove i produttori tendono a blindare gli utenti all'interno del proprio ecosistema e dei propri servizi proprietari. SwitchBot, almeno in questo caso, ha scelto una strada diversa: l'hub fa da infrastruttura, ma il “cervello” lo sceglie l'utente in base alle proprie preferenze, al proprio abbonamento già attivo o semplicemente al modello che ritiene più capace per un determinato tipo di utilizzo.

Chi vuole usare DeepSeek per risparmiare, chi preferisce la qualità di risposta di GPT-4o, chi si trova bene con Gemini: ognuno può configurare il sistema come preferisce, e volendo anche cambiarlo nel tempo senza dover sostituire l'hardware.

https://www.youtube.com/watch?v=wstKGTm9EYg

SwitchBot Skills: controllare casa attraverso la chat

Con questo aggiornamento debuttano anche le SwitchBot Skills, ovvero le capacità specifiche che OpenClaw acquisisce per interagire con i dispositivi collegati all'AI Hub. Si tratta, in sostanza, di un set di istruzioni e permessi che consentono all'agente AI di conoscere quali dispositivi sono disponibili, come interagire con essi e in quali contesti farlo.

Nella versione attuale, le Skills permettono già di controllare tutti i dispositivi SwitchBot connessi all'hub tramite comandi in linguaggio naturale attraverso le app di messaggistica. È quindi possibile chiedere di accendere o spegnere le luci, regolare il termostato, verificare lo stato dei sensori ambientali, e così via, tutto dalla stessa chat che si usa per parlare con amici e familiari.

Questa è però solo la prima versione. SwitchBot ha già comunicato che entro la fine di marzo arriveranno aggiornamenti significativi, con il supporto alle automazioni create sull'hub e l'integrazione con le telecamere collegate al sistema. Quest'ultimo punto è particolarmente interessante: poter interagire via chat con le immagini catturate dalle telecamere — ad esempio chiedere “chi c'è al campanello?” e ricevere un'immagine direttamente su WhatsApp — è una funzionalità che potrebbe davvero cambiare il modo in cui molti utenti gestiscono la sicurezza domestica.
Non solo SwitchBot: l'integrazione con altri ecosistemi smart home

Uno dei limiti più frustranti del mercato smart home è sempre stata la frammentazione. Chi ha dispositivi di brand diversi si ritrova spesso a gestire tre, quattro o cinque app separate, ognuna con la propria logica, i propri automatismi, i propri assistenti vocali. OpenClaw su AI Hub punta a risolvere, almeno parzialmente, questo problema.

Grazie al sistema di Skills, l'agente AI può essere configurato per accedere anche ad altri ecosistemi smart home, tra cui Home Assistant, Apple Home e Google Home. Questo significa che, almeno in teoria, è possibile usare la stessa interfaccia conversazionale per controllare sia i dispositivi SwitchBot che quelli di altri brand già integrati in queste piattaforme. Un singolo punto di accesso, un singolo interlocutore, per una casa smart eterogenea.

Ovviamente l'integrazione con ecosistemi terzi dipende dalla qualità e dalla completezza delle Skills disponibili, e ci si aspetta che questo aspetto migliori progressivamente con gli aggiornamenti futuri. Ma l'impostazione di fondo — aprire il sistema invece di chiuderlo — è già di per sé un segnale positivo.
AI Hub come sistema di videosorveglianza locale: il lato NVR

Prima ancora di parlare di OpenClaw, vale la pena ricordare cosa fa AI Hub di suo, perché non è semplicemente un gateway per agenti AI. Il dispositivo integra un sistema NVR locale completo, basato su Frigate, con supporto fino a otto telecamere e archiviazione espandibile fino a 16 TB.

La particolarità rispetto a un NVR tradizionale è l'integrazione di modelli Vision-Language (VLM), ovvero sistemi di intelligenza artificiale capaci di analizzare le immagini delle telecamere e descriverle a parole. Questo consente funzionalità che vanno ben oltre la semplice registrazione: riconoscimento facciale on-device, ricerca intelligente nei filmati, generazione automatica di riepiloghi giornalieri delle attività rilevate, e soprattutto la possibilità di usare gli eventi visivi come trigger per le automazioni domestiche.

L'esempio più immediato: quando qualcuno suona al campanello video SwitchBot, l'hub cattura l'immagine, la analizza con il VLM, e può inviare automaticamente una notifica con foto attraverso OpenClaw direttamente su WhatsApp. L'utente può rispondere alla notifica con un messaggio per sbloccare la porta, senza aprire nessuna app specifica.

Tutto questo avviene in locale, sui chip dell'hub, senza che le immagini debbano necessariamente viaggiare verso server cloud. Per chi è sensibile al tema della privacy dei filmati domestici, non è un dettaglio trascurabile.
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Al di là delle funzionalità AI, AI Hub svolge anche il ruolo di hub domotico tradizionale, con alcune caratteristiche degne di nota. Supporta il protocollo Matter come bridge per fino a trenta dispositivi SwitchBot, il che significa che questi ultimi diventano accessibili anche dagli ecosistemi Apple Home, Google Home e Amazon Alexa senza configurazioni aggiuntive.

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È inoltre possibile installare Home Assistant direttamente sull'hub, trasformandolo in un server domotico completo senza hardware aggiuntivo. Una scelta apprezzabile per gli utenti più smaliziati che vogliono sfruttare appieno le potenzialità della piattaforma open source più diffusa nel mondo della smart home.
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Vale la pena comprarlo? Considerazioni finali

SwitchBot AI Hub è disponibile al prezzo di 259,99 euro sul sito ufficiale europeo, con un bundle che include anche la telecamera Pan/Tilt Cam Plus 3K a 299,99 euro. Non è sicuramente un acquisto da fare senza rifletterci, ma il posizionamento ha una sua coerenza interna.

Chi cerca un hub domotico che faccia da solo tutto — NVR locale, AI edge, bridge Matter, server Home Assistant opzionale — e che ora integra anche un agente AI accessibile via chat con il modello linguistico di propria scelta, non troverà facilmente alternative comparabili sul mercato a questo prezzo. I sistemi simili o richiedono hardware aggiuntivo (un PC sempre acceso per OpenClaw, un NVR separato per le telecamere) o dipendono interamente dal cloud, con tutto ciò che comporta in termini di costi ricorrenti e rischi per la privacy.

Il limite principale, per ora, è che il sistema è ancora in costruzione: le Skills per le automazioni e le telecamere arriveranno a marzo, e sarà interessante vedere quanto sarà solido il tutto una volta che la piattaforma sarà completa. Ma la direzione intrapresa da SwitchBot — locale, aperto, interoperabile — è esattamente quella che molti utenti attendevano da tempo nel mondo della smart home. Disponibile direttamente su l sito ufficiale.

 
 

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