
🔥
C’è un odore strano in queste ore che arriva da quella parte di mondo…
Un’aria che non si limita a sfiorare le coste del Mediterraneo, ma si insinua silenziosa nelle pieghe dei notiziari, nei toni misurati dei diplomatici, nelle manovre navali che nessuno commenta troppo a voce alta.
Tra qualche giorno, forse ore, gli Stati Uniti potrebbero attaccare l’Iran! Non è una previsione buttata lì per…

Sonora magnificenza,pomposo dispiegarsi di congerie videalie ieratica ostensione della vivente corporeitàby (b)ananartista Sbuffuff Matongo—E con la magistrale irruzione drammaturgicadel sublime Squiqquoqquazzoper la prima volta sugli schermi!
Quando le fiamme divorano tutto, cosa stringi al petto? 🔥 Una breve storia sulle scelte che contano davvero. Leggi il racconto completo sul mio blog. 👇
Ho cercato di spargere la fiamma viola alcuni giorni fa, credo la scorsa settimana. Essa brucia e aiuta nell'evoluzione..Io non ho fatto questo con uno scopo preciso, a volte faccio delle cose importanti ma non so a chi sono dirette. Se è arrivata a qualcuno di voi ci sará un motivo preciso.
Non capitano cose casuali e il caos è più creativo di quanto si possa pensare. Un petalo di un fiore può cadere e una ghiandaia può volare, un fuoco può divampare, delle onde possono arrivare e nulla di tutto ciò è casuale.
Anche i rapporti con le persone hanno un loro scopo, pur se sconosciuto magari all'inizio.
Così stanotte ho visto un lupo bianco dagli occhi rossi che voleva attrarre la mia attenzione. Io so già chi è ma dev'essere lui a palesarsi col suo aspetto umano. So che è un Therian come me ma forse non sa di essere anche altro.
Il 2026 è l’anno del Cavallo di Fuoco, un periodo importante caratterizzato da dinamismo, energia e rinnovamento: una combinazione che si verifica una volta ogni sessant’anni e che promette di portare trasformazioni significative sia a livello individuale che collettivo.
Oroscopo cinese (ndr. Eticamente)

Tre cacciatori trovati morti con colpi di arma da fuoco
I cadaveri di tre cacciatori uccisi con colpi di arma da fuoco sono stati trovati sui Nebrodi in…
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Quarantenne canicattinese ferito a colpi d'arma da fuoco: indagini
La Procura di Agrigento, notiziata dell'accaduto, ha aperto un fascicolo d'inchiesta per cercare di…
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✍️🔥❤️🔥👠💃🏻
Rosso fuoco
Lei è il fuoco
che sale tra le proprie ceneri,
che riconosce.
Le chiama per nome,
una a una,
prima di salire.
I gradini gemono sotto la pelle,
la fiamma segue la curva del passo.
Ardono
per ricordarle la forza del corpo
che sceglie.
Nel rosso,
la pelle diventa volontà.
Le spalle nude bevono calore,
non chiedono difesa.
Sale.
E non è lei ad attraversare il fuoco:
è il fuoco
che finalmente
prende forma con lei.
“Stai ferma…

Hai già capito che non hai bisogno di muoverti.
Ti basta stare lì, gambe chiuse che premono,
ma il calore tra le cosce ti sta già tradendo.
E io non ti ho nemmeno sfiorata.
Ti sto solo parlando.
Con voce bassa, lenta, affilata.
Una voce che ti entra tra le gambe
come dita sicure, che ti tengono aperta
anche se ti vergogni di quanto lo vuoi.
Ogni mia parola è un dito dentro di te.
Ogni comando un colpo secco.
Ogni pausa, una mano che ti stringe la gola
senza toccarti davvero.
E tu ci stai.
Ci stai perché non vuoi più pensare.
Vuoi solo sentire.
Vuoi che ti guidi dentro quel buio dove ti senti
più viva, più sporca, più tua.
Ti dico:
Toccati.
Ma solo con due dita. Lente.
E tu obbedisci.
Tienile bagnate, voglio che scivolino bene.
E tu ansimi.
Lo fai per me, non per te. Lo sai.
E godi di più.
Non ti sto solo eccitando.
Ti sto programmando.
Ogni respiro che prendi con la mia voce
nelle orecchie è un nuovo nodo che
ti tiene legata alla mia volontà.
Sei già in ginocchio dentro,
anche se sei ancora seduta.
La tua mente mi si è offerta
prima ancora della tua pelle.
Il corpo mi seguirà.
Sempre.
Perché ormai sei mia.
Mia in ogni spazio mentale dove ti sei rifugiata
per non sentirti troppo esposta.
Io ti vedo.
Ti prendo lì,
in quel punto dove il piacere fa paura.
Ti faccio aprire con parole sconce e dolci,
crude e lente,
che ti spingono in avanti e ti strappano
gemiti che non puoi più trattenere.
Ti sei bagnata tutta
solo perché ti sto dicendo cosa sei.
E una come te gode nel sentirsi dire la verità,
anche se le brucia dentro.
Ti chiudo gli occhi con la mia voce.
E quando li riapri…
sei già spalmata di voglia,
piegata nella tua mente,
bagnata per un uomo che ti ha scopata
senza neppure avvicinarsi…”
Rosario Di Luca, “Dentro la tua testa”
Sii la scintilla…
AT


Colpi d'arma da fuoco contro il cancello di casa di un pensionato: avviate le indagini
Qualcuno ha esploso dei colpi d'arma da fuoco contro il cancello d'ingresso dell'abitazione di un…
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🔥 𝗜𝗹 𝗳𝘂𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹’𝗮𝗹𝗱𝗶𝗹à
💀 Una nuova ricerca dell’Università di Trento svela che già nel Neolitico antico il fuoco veniva usato per trasformare i resti umani, anticipando le pratiche di cremazione.
➡️ Leggi l’articolo completo su Storie Archeostorie
#archeologia #neolitico #ritifunerari #UniversitàdiTrento #preistoria #scienza #ricerca #fuoco #antropologia #archeologia
Foto: ©@UniTrento
La domenica ha quel passo sospeso tra il “fare” e il “lasciare stare”.
Il fuoco respira piano nella stufa, come se ricordasse ogni inverno passato.
La tisana fuma, e nell’aria si mescola qualcosa di silenzioso — forse pace, forse solo tregua.
Sul divano, il libro resta aperto a metà.
Fuori il mondo non corre, non pretende.
C’è solo il suono lieve di un gatto che si stira vicino alla finestra,
e il tempo che smette di misurarsi in minuti e ricomincia a misurarsi in calore.
Un cucchiaio tintinna contro la tazza,
eco domestica di un rito senza spettatori.
Le mani si scaldano più del cuore,
ma non serve molto di più, oggi.
La luce filtra come un pensiero buono,
di quelli che arrivano senza far rumore,
e restano appoggiati sul bordo del giorno.
Da qualche parte, una porta si chiude.
Da qualche altra, qualcuno ride piano.
E in mezzo, ci siamo noi —
non a fare, non a capire,
solo a stare.
I cuscini volano come promesse leggere,
nessuno vince davvero — ed è questo il bello.
Il divano diventa un piccolo mondo,
con l’odore del legno caldo che filtra dalla stufa,
Le risate che inciampano l’una nell’altra,
le mani che si trovano a metà strada
tra lo scherzo e la tenerezza.
Fuori, la sera si stende piano sulle finestre,
come un’altra coperta.
Dentro, il tempo non serve più a contare.
Si lascia solo respirare.
Poi resta quel silenzio buono,
quello che non pesa, non chiede.
Solo il battito tranquillo del cuore,
e il crepitio del fuoco che parla a modo suo.
I cuscini sono sparsi come segni d’una lingua segreta,
le dita si intrecciano ancora un istante,
poi scivolano via, senza fretta.
Sul tavolo, la tisana è ormai tiepida.
Ma il calore — quello vero — resta.
Fuori la notte fa spazio alle prime stelle.
Dentro, tutto tace,
e in quel tacere c’è una promessa piccola:
che momenti così non vanno spiegati,
solo ricordati.
