Cadrò, e mi rialzerò
“Ma tu mi vuoi bene?”
“Questa è una domanda difficile…”
“Eddai, non è poi così difficile… se lo chiedessero a me direi subito sì, perché te ne voglio. Ti voglio bene, tanto.”
“Se non te ne volessi non saremmo qui… ma non voglio che ti faccia del male”
E invece sai che c'è? C’è che mi farò male. Parecchio. C'è che cadrò, e già lo so, ma non riesco e non voglio fermarmi.
C’è che quando sono con te sento vibrazioni che non sentivo da anni. Sento le gambe molli tremare mentre sei sopra di me. Sento le tue mani e il tuo fiato caldo sul collo. E sto bene così. In quel momento non esiste passato, non esiste futuro. Non esiste il fuori, non esiste il resto. Esiste solo il presente, esistiamo io e te sul tuo divano blu -ottano, scusa- oppure incastrati tra le coperte, e nulla più. Nessuno più.
E farà male al cuore. Perché ti ho detto che non volevo niente da te, ma forse non è poi così vero. Forse fingo che non mi interessi che tu non abbia il mio numero salvato tra i contatti, e fingo di non aspettare un tuo messaggio ogni giorno. Poi mi ripeto che non sono queste le cose che contano, e so che è così. So che quello che conta davvero sono i gesti che vedo ogni giorno, tu che non mi neghi mai un passaggio a casa (che sia la mia o la tua), che mi chiedi di scendere con te per la compagnia di una sigaretta, per un pranzo, un aperitivo o una cena assieme, per un sabato passato nei negozi di arredamento o per le spiegazioni sulle TV all’Unieuro prima del tuo solito Crispy McBacon.
La sera a letto da sola però i pensieri poi si fanno intensi, e ragiono su cosa siamo, o non siamo. A me sembriamo due rette parallele che provano ad incontrarsi, a volte ci arrivano, ma poi ripartono a staccarsi e prendere direzioni opposte, in un'altalena di su e giù.
Che poi, quello a sviare dal percorso sei tu. E non capisco se tu lo faccia per te, o per me. Nel primo caso potrei accettarlo, e potrei persino prendere le distanze, per non farti male. Nel secondo caso no. Perché non sei tu a dover decidere per me.
Se devo farmi male me ne farò. Cadrò. E mi rialzerò.