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ROMA. Schlein, per il Pd la sicurezza è un diritto, senza inseguire la destra

“Non è un tema da campagna elettorale permanente”

(ANSA) – ROMA, 05 MAR – “Per il Pd la sicurezza è un diritto e un bene comune. Non è un tema da campagna elettorale permanente come fa la destra, non è un tema dove fare l’errore di rincorrere la destra, penso che serva una visione altra. C’è un diritto a vivere sicuri, la sicurezza si poggia su prevenzione e protezione. Non c’è sicurezza senza…


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Questo è il rischio che si corre oggi in Italia a esercitare la professione di amministratore di condominio.

Perché di professione si parla …

Che molti non vorranno riconoscere.

La realtà è che ancora oggi molti non vogliono riconoscere questa professione ma resta difatti l'unico punto di partenza per cambiare le cose in Italia.

Vivere in condominio oggi in Italia richiede professionalità e serietà.

Esercitare la professione di amministratori di condominio oggi non può essere più lasciata a chiunque.

Lasciar gestire i propri condomini a persone che non hanno alcun titolo e alcuna formazione è pura follia…

Nessuna riforma potrà mai partire oggi in Italia sulla materia condominiale se non dal riconoscimento della categoria professionale.


#categoria #sicurezza #professione #condominio #amministratoredicondominio #oggicondominio


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La sicurezza nasce dalla prevenzione.

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Secondo i giuristi arabi, le azioni umane si classificano in cinque categorie, che essi elencano in questo modo: obbligatorio, lodevole, lecito, riprovevole, proibito.

All’obbligatorio si oppone il proibito, a ciò che merita lode ciò che è da riprovare.

Ma la categoria più importante è quella che sta al centro e che costituisce per così dire l’asse della bilancia che pesa le azioni umane e ne misura la responsabilità
(responsabilità si dice nel linguaggio giuridico arabo «peso»).

Se lodevole è ciò il cui compimento è premiato e la cui omissione non è proibita, e riprovevole è ciò la cui omissione è premiata e il cui compimento non è proibito, il lecito è ciò su cui il diritto non può che tacere e non è pertanto né obbligatorio né proibito, né lodevole né riprovevole. Esso corrisponde allo stato paradisiaco, nel quale le azioni umane non producono alcuna responsabilità, non sono in alcun modo «pesate» dal diritto.

Ma – e questo è il punto decisivo – secondo i giuristi arabi è bene che questa zona di cui il diritto non può in alcun modo occuparsi sia la più ampia possibile, perché
la giustizia di una città si misura proprio dallo spazio che lascia libero dalle norme e dalle sanzioni, dai premi e dalle censure.

Nella società in cui viviamo sta avvenendo esattamente il contrario. La zona del lecito si restringe ogni giorno di più e una ipertrofia normativa senza precedenti tende a non lasciare alcun ambito della vita umana fuori dall’obbligo e dalla proibizione.

Gesti e abitudini che erano sempre stati considerati indifferenti al diritto vengono ora minuziosamente normati e puntualmente sanzionati, al punto che non vi è quasi più una sfera dei comportamenti umani che si possa considerare semplicemente lecita. […]
Una società che restringe a tal punto l’ambito paradisiaco dei comportamenti non pesati dal diritto è non soltanto, come ritenevano i giuristi arabi, una società ingiusta, ma è propriamente una società invivibile, in cui ogni azione deve essere burocraticamente autorizzata e giuridicamente sanzionata e l’agio e la libertà dei costumi, la dolcezza delle relazioni e delle forme di vita si riducono fino a scomparire. […]
In una simile società, l’arte della vita non può che consistere nel ridurre al minimo la parte dell’obbligatorio e del proibito e nell’allargare per converso al massimo la zona del lecito, la sola in cui se non una felicità, almeno una letizia diventa possibile.
Ma questo è proprio quanto gli sciagurati che ci governano si ingegnano in ogni modo di impedire e di rendere difficile, moltiplicando le norme e i regolamenti, i controlli e le verifiche.
Finché la tetra macchina che hanno costruito rovinerà su se stessa, inceppata dalle stesse regole e dagli stessi dispositivi che dovevano permetterne il funzionamento.“

Giorgio Agamben
28 novembre 2022

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ross-nekochan
ross-nekochan

Non ne ho mai parlato perché è un argomento spinoso, oltre che caldissimo e altamente divisivo.

Come penso tutti quelli che siano sani di mente, sono a favore della liberazione della Palestina, anche se -nota a margine-, non ne sapevo assolutamente nulla da quando Hamas ha attaccato Israele il 7 Ottobre (nonostante tutto quello che ne è conseguito, proprio per questo motivo, forse ha fatto pure bene - per quanto semplicistico il ragionamento possa sembrare, ha riacceso il dibattito e a permesso a persone ignoranti come me quanto meno di saperne qualcosa).

Essere a favore della Palestina però non deve necessariamente significare odiare a morte gli ebrei come molti fanno, secondo me. Ritengo che sia giusto che anche gli israeliani abbiano diritto ad avere una terra. Ma a dire una cosa del genere, nella società fazionistica in cui si vive oggigiorno, vuol dire automaticamente essere dalla parte del nemico. Se non sei A, sei B. Se non sei totalmente dei nostri, sei totalmente degli altri.

NO.

Non capisco questo rifiuto dei grigi, figlio anche probabilmente del mondo dei social che ha reso tutto un giorno a squadre.

Il fatto che io creda che anche gli israeliani abbiano diritto ad avere un posto in cui stare, non vuol dire che io giustifichi il fatto che la rubino agli altri. Il problema, infatti (come tutti sappiamo, sto dicendo ovvietà, me ne rendo conto), è il sogno sionista di avere quella terra TUTTA PER SÉ.

Giuro che è un concetto che non capisco. Esce proprio dalle mie orbite di comprensione. Sarebbe tutto così facile se solo gli israeliani si fossero infiltrati nelle loro amate terre senza alterare nulla di quello che già c'era, mescolandosi alla popolazione locale e vivendo pacificamente con gli altri - questo sia dopo la seconda guerra mondiale, sia oggi.

Invece no. C'è questa cosa umana del marchiare a fuoco le cose: questo è MIO, questo è TUO, che rende tutto difficile quando sarebbe semplice. Padre di questa mentalità materialista, è, secondo me, essere abbienti economicamente. Non a caso, i materialisti israeliani la prima cosa che hanno fatto per insediarsi è stata: comprare. Se compri è tuo e nessuno te lo può negare. Così i palestinesi, relativamente più poveri, sono stati fregati e hanno finito col perdere in uno schiocco di dita più di quanto immaginassero.

Il sogno sionista è egoista, miope e infantile: vuole tutto senza considerare l'Altro.

Ci sta che vogliate avere la terra dei vostri sogni, non ci sta voler radere al suolo tutto solo per averlo come proprietà privata.

Data l'insistenza così ottusa degli israeliani, dall'altra parte verrebbe quasi da pensare come si farebbe quando si è persi la pazienza con dei bambini viziati:“E dategliela, così stanno zitti”.

In fondo, è solo terra e non è quella terra a rendervi palestinesi. Siete palestinesi perché condividete lingua, storia, abitudini, tradizioni e cultura e lo sarete dovunque voi siate. “Ma io prima vivevo qui e ora non ci posso vivere più perché questo posto mi è stato rubato”… come si risponde a un'affermazione del genere? Come si può giustificare la cosa? È ovvio che, se ti viene tolto qualcosa senza apparente motivo logico e non condivisibile, salga la stizza e diventi una questione di principio:“Non sarà la terra a farmi palestinese, ma nemmeno a rendere loro israeliani. Io ero qui prima di loro e ora non posso esserci più liberamente”. Impossibile replicare e non solidarizzare. Si rimane inermi.

Tuttavia, la legge umana, nonostante secoli per la costruzione di un diritto, si fonda sempre e solo su 2 principi: denaro e forza. Se li hai, sovrasti e vinci. Se non li hai, soccombi e perdi.

La questione della terra porta ad altre considerazioni sui confini, sull'identità e sulla cittadinanza. Mescolarsi ad altri popoli significherebbe non avere una nazione entro determinati confini, e per la percezione dell'essere umano moderno, non avere una nazione equivale a non esistere. Anche sul piano formale, non avere una nazione equivale a non avere una cittadinanza e quindi a non avere un passaporto e senza passaporto non puoi spostarti liberamente in maniera legale.

Siamo arrivati ormai a un piano di complessità troppo alto per poter immaginare un pianeta simile eppure io, nella mia banale infantilità, brucerei tutti i passaporti del mondo per avere uno, unico, mondiale: Passaporto dell'Essere Umano.

Perché nella realtà dei fatti nessuno possiede realmente il mondo, perché il mondo è di tutti. Almeno, così dovrebbe essere.

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Nuova legge sulla giustizia 2025: cosa cambia davvero per imprese e professionisti

Nuova legge sulla giustizia 2025: cosa cambia davvero per imprese e professionisti

Con l’approvazione definitiva del Decreto-Legge n.117/2025, convertito in legge dal Parlamento, l’Italia compie un passo significativo nella riforma del sistema giudiziario.
La nuova legge sulla giustizia 2025 nasce con l’obiettivo di accelerare i tempi dei processi civili e migliorare l’efficienza complessiva del sistema, in linea con gli impegni del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).



Vediamo nel dettaglio le principali novità, le implicazioni pratiche per imprese, consulenti e formatori, e come questa riforma potrà incidere sul piano organizzativo e legale.


🎯 Obiettivi della riforma

Il nuovo provvedimento sulla giustizia 2025 punta a:


- ridurre i tempi medi dei processi civili e penali;
- abbattere il carico arretrato dei tribunali;
- garantire maggiore flessibilità nell’impiego dei magistrati;
- rafforzare la gestione delle sedi disagiate e la presenza di personale giudiziario;
- ottimizzare le risorse del sistema in funzione degli obiettivi PNRR.

Secondo fonti istituzionali (ANSA), il governo ha fissato al 30 giugno 2026 il termine per la piena attuazione delle misure.


⚖️ Le principali novità della legge sulla giustizia 2025
1️⃣ Organizzazione flessibile della magistratura

Il testo introduce la possibilità di spostare temporaneamente i magistrati tra uffici diversi per smaltire l’arretrato.
Inoltre, i giudici di pace onorari potranno essere impiegati come supplenti nei tribunali con carenza di organico.


👉 Effetto pratico: accelerazione delle cause civili e maggiore rapidità nelle procedure di contenzioso commerciale.


2️⃣ Snellimento del processo civile

La riforma introduce strumenti digitali e procedurali volti a semplificare i passaggi processuali e ridurre i tempi medi delle sentenze.
Viene rafforzata la possibilità di ricorrere a mediazione e negoziazione assistita, per evitare il ricorso al giudizio ordinario.


👉 Effetto per le imprese: contenziosi più brevi e costi ridotti; ma cresce l’importanza della consulenza preventiva e della contrattualistica chiara.


3️⃣ Potenziamento delle sedi disagiate

Il provvedimento riconosce incentivi e priorità alle sedi giudiziarie carenti di personale o situate in aree periferiche.
Ciò mira a riequilibrare il carico di lavoro e migliorare la funzionalità dei tribunali territoriali.


👉 Per i formatori e consulenti sulla sicurezza: prevedere tempistiche più stabili nei rapporti con uffici giudiziari locali e pubbliche amministrazioni.


4️⃣ Rafforzamento della giustizia penitenziaria

La legge amplia i poteri del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, con l’obiettivo di velocizzare i cantieri e modernizzare le strutture.
Questa misura interessa anche aziende del settore edilizio, sicurezza e manutenzione.


🧭 Implicazioni per aziende, consulenti e formatori

La nuova legge sulla giustizia 2025 non è solo una riforma per i tribunali, ma un cambiamento strutturale che incide anche sulla vita economica e professionale del Paese.


Ecco alcuni punti chiave da considerare:


- Aggiornare i contratti aziendali: rivedere le clausole di contenzioso e risoluzione delle controversie alla luce dei nuovi tempi processuali.
- Formazione interna: aggiornare il personale su procedure legali e compliance normativa.
- Prevenzione dei rischi: la rapidità dei procedimenti impone maggiore attenzione nella gestione documentale e nella prevenzione di contenziosi.
- Collaborazioni territoriali: nuove opportunità per formatori e consulenti nelle sedi giudiziarie riorganizzate.
⚠️ Criticità e fase di transizione

Come ogni riforma strutturale, anche la legge sulla giustizia 2025 presenta criticità operative:


- possibili squilibri temporanei nella distribuzione dei magistrati;
- incertezza sui tempi di piena applicazione;
- tensioni legate all’autonomia della magistratura e ai poteri del Ministero.

Secondo Il Sole 24 Ore, l’efficacia reale del provvedimento dipenderà dall’adozione dei decreti attuativi previsti entro il primo semestre 2026.


✅ Conclusione

La nuova legge sulla giustizia 2025 rappresenta una svolta strategica per il sistema giudiziario italiano.
Per le imprese e i professionisti, significa dover rivedere i propri strumenti di compliance, aggiornare i modelli organizzativi e adattarsi a una giustizia più rapida e digitalizzata.


Datasentia continuerà a monitorare l’evoluzione normativa, offrendo approfondimenti dedicati a imprese, enti formativi e consulenti sulla sicurezza.

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Il tuo proprietario di casa ci prova sempre ma non può farlo….

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I giudici possono usare l’intelligenza artificiale?

I giudici possono usare l’intelligenza artificiale?

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (AI) ha trasformato numerosi settori, dalla sanità al marketing. Anche il mondo della giustizia sta iniziando a esplorare le potenzialità di queste tecnologie. Ma sorge spontanea una domanda: i giudici possono davvero usare l’intelligenza artificiale per prendere decisioni o supportare i processi giudiziari?



La risposta non è semplice e coinvolge aspetti etici, giuridici e tecnologici. Vediamo insieme cosa prevede oggi la normativa, come l’AI può essere utilizzata in tribunale e quali sono i rischi da evitare.


L’intelligenza artificiale nei tribunali: cosa significa davvero


Quando si parla di uso dell’AI da parte dei giudici, non si intende sostituire il magistrato con una macchina, ma fornire strumenti di supporto per:


- analizzare grandi quantità di dati giuridici,
- velocizzare la ricerca di precedenti,
- prevedere possibili esiti processuali,
- semplificare la redazione di sentenze e ordinanze.

In Paesi come Stati Uniti, Canada e Francia, l’AI è già utilizzata per analisi predittive, gestione delle pratiche e supporto alla decisione. In Italia, invece, siamo ancora in una fase di sperimentazione.


Cosa dice la normativa italiana ed europea


Uno degli aspetti fondamentali riguarda la base legale dell’uso dell’intelligenza artificiale in ambito giudiziario.
In Italia:


- non esiste ancora una legge specifica che autorizzi i giudici a prendere decisioni basandosi su sistemi di AI;
- tuttavia, è possibile utilizzare strumenti tecnologici di supporto, purché non sostituiscano il ragionamento umano e la valutazione discrezionale del magistrato.

A livello europeo, l’AI Act (approvato nel 2024) stabilisce regole molto precise per i sistemi ad alto rischio, tra cui quelli utilizzati nella giustizia. Tali sistemi devono garantire:


- trasparenza,
- spiegabilità delle decisioni,
- assenza di discriminazioni,
- supervisione umana costante.

👉 In sintesi: un giudice può usare l’AI come strumento di supporto, ma non può delegare la decisione finale a un algoritmo.


Vantaggi dell’uso dell’AI per i giudici


L’integrazione dell’intelligenza artificiale può offrire numerosi benefici al sistema giudiziario:


1. Velocità e efficienza

L’AI consente di analizzare migliaia di documenti in pochi secondi, riducendo i tempi di lavorazione dei fascicoli.


2. Uniformità delle decisioni

Gli algoritmi possono aiutare a individuare precedenti giurisprudenziali coerenti, favorendo decisioni più uniformi.


3. Riduzione del carico di lavoro

Automatizzare attività ripetitive libera tempo per la parte più delicata: la valutazione giuridica e umana.


I rischi e i limiti dell’intelligenza artificiale nella giustizia


Non mancano, tuttavia, criticità importanti da considerare:


1. Bias algoritmico

Se i dati di addestramento sono parziali o distorti, l’AI può riprodurre e amplificare discriminazioni.


2. Mancanza di trasparenza

Alcuni modelli di AI sono “black box”, ovvero non spiegano come giungono a un certo risultato.
Per la giustizia, la motivazione delle decisioni è un principio fondamentale.


3. Responsabilità legale

Chi è responsabile se un algoritmo commette un errore che incide su un processo?
Ad oggi, la responsabilità resta sempre in capo al giudice umano.


Il futuro: giudici e AI come alleati


L’intelligenza artificiale non sostituirà i giudici, ma diventerà sempre più un alleato strategico per migliorare la qualità e l’efficienza della giustizia.
Le prospettive più promettenti riguardano:


- l’uso dell’AI per la gestione intelligente dei carichi processuali,
- strumenti di analisi semantica per supportare le motivazioni,
- sistemi predittivi per favorire la conciliazione anticipata delle controversie.

Con una regolamentazione chiara e formazione adeguata, l’AI potrà diventare una risorsa preziosa per magistrati, avvocati e cittadini.


Conclusioni


La domanda “I giudici possono usare l’intelligenza artificiale?” ha una risposta chiara:
Sì, ma solo come supporto e nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e imparzialità.


Il giudice resta l’unico responsabile della decisione finale, mentre l’AI può contribuire a rendere il sistema più veloce, efficiente e accessibile.

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Come il diritto, la letteratura e la psicologia hanno plasmato la nostra ricerca di armonia

Immaginate un filo rosso che si dipana attraverso i millenni della storia umana. È intrecciato con altri fili, a volte sottili, a volte robusti, che insieme formano il tessuto della nostra civiltà. Questi fili sono il Diritto, la Letteratura e la Psicologia. Separarli è impossibile, perché raccontano insieme la stessa, unica storia: il nostro eterno tentativo di dare un senso al conflitto, di…

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l-i-b-e-r-o71
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Penso che scandalizzare sia un diritto. Essere scandalizzati un piacere e,

chi rifiuta di essere scandalizzato è un moralista…

- Pier Paolo Pasolini🖋️


Fonte: l-i-b-e-r-o71

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È dei bambini indesiderati già nati, che il mondo accoglie con l'indigenza, con la violenza, che dobbiamo preoccuparci e non di coloro, indesiderati, non ancora nati.

L'aborto non è un'opinione, È UNA PRATICA MEDICA.

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s-memorando
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Referendum

L’8 e il 9 di giugno in concomitanza con i ballottaggi delle elezioni che si sono svolte questo fine settimana si andrà a votare per i referendum.

Da un po’ di tempo a questa parte i referendum sono boicottati e nella stragrande maggioranza dei casi non raggiungono il quorum del 50% sufficiente a decretarne la validità. Ciò significa che le persone, i cittadini, non vanno a votare, non scelgono,…

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valentinofmannara
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Depuratore d’acqua “gratis”: la grande truffa da conoscere per non cadere nel tranello

Negli ultimi anni, la promessa di un depuratore d’acqua gratis è diventata una delle offerte più diffuse e insidiose nel mercato dei dispositivi per il trattamento dell’acqua domestica.

Continue reading Depuratore d’acqua “gratis”: la grande truffa da conoscere per non cadere nel tranello

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Terza puntata di PAUSA CONDOMINIO della terza stagione. In studio ospite l'avvocato Isidoro Tricarico presidente della associazione OggiCondominio ed in collegamento l’ Avv. Marco Ribaldone Presidente nazionale della Assocond Conafi, Associazione Italiana Condomini

Conduce Simona Chiossone.

Seguiteci ogni giorno su Delta TV canale 83 del digitale terrestre ho in diretta streaming sul canale www.deltatv.it alle ore 7,30 - 13,00 - 20,00.

Perinfo e domande scrivere alla mail pausaondominio@deltatv.it e… Buon condominio a tutti!

#pausacondominio #oggicondominio #DeltaTv #condominio #tv #isidorotricarico #condominionotizie #condominiozeroproblemi #focusamministrazioni #CondominioSolutions

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Terza puntata di PAUSA CONDOMINIO della terza stagione. In studio ospite l'avvocato Isidoro Tricarico presidente della associazione OggiCondominio c'è il dott. Adolfo Giannini, coordinatore regionale UNAI - Unione Nazionale Amministratori d'Immobili


Conduce Simona Chiossone.

Seguiteci ogni giorno su Delta TV canale 83 del digitale terrestre ho in diretta streaming sul canale www.deltatv.it alle ore 7,30 - 13,00 - 20,00.

Perinfo e domande scrivere alla mail pausaondominio@deltatv.it e… Buon condominio a tutti!


https://youtu.be/FGzG78zix6U?si=bfCzkJig_DVMrThG

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katefianchi
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Il corpo d'una persona appartiene a quella persona soltanto, che ha il pieno diritto di gestirlo come meglio pensa; ciò decade soltanto quando vi siano problematiche di salute pubblica.

La nostra libertà termina quando i terzi incorrono in danni attraverso il nostro comportamento.

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Comunicato stampa


Cosa è cambiato in tema di recupero crediti in condominio?


Tante sono le mansioni e i doveri dell'amministratore di condominio previsti dal nostro ordinamento giuridico, è tra le tante attività da svolgere rimane probabilmente la più difficile quella del recupero crediti condominiali.

Sempre più difficile diventa recuperare quote condominiali da condomini sempre più in difficoltà con i pagamenti che purtroppo non garantiscono la regolare esecuzione dei servizi condominiali.

Questo impedisce agli amministratori di poter pareggiare i conti e soprattutto ai condomini di non poter avere la certezza dei servizi.

In questa grande difficoltà tutta italiana del recupero crediti condominiale si innesca l'incapacità dei tribunali italiani di poter accogliere le domande di recupero crediti.

I tempi della giustizia e l'inadeguatezza del personale non garantisce una regolare procedura di garanzia e certezza.

Tante sono le lamentele da parte degli amministratori di condominio professionisti e tante le difficoltà lamentate dagli avvocati che operano nel settore.

Se ne parlerà a Bari il 16 aprile prossimo alle ore 15:00 nella sala consiliare dell'Ordine degli avvocati di Bari presso il tribunale di Bari alla piazza Enrico de Nicola, 1.

Ci saranno le relazioni di:

Pierantonio Lisi;

Pietro Carrozzini;

Nicola Frivoli;

Gaetano Bux;

Battista Praino.

Modera l'incontro l'avvocato Isidoro Tricarico, presidente nazionale centro studi OGGICONDOMINIO.


Un amministratore attento e responsabile non aspetta che la morosità diventi cronica: monitora regolarmente la situazione finanziaria e interviene in modo tempestivo, tutelando la cassa condominiale e assicurando la prosecuzione dei servizi essenziali.


Per tutti coloro che abitano in condominio non rimane altro che ricordare che il rispetto del pagamento delle quote condominiali serve a garantire rispetto del regolare servizio dei bene comune per tutti coloro che ci vivono.


Il recupero crediti non è solo un obbligo formale dell’amministratore, ma un’attività strategica per il buon funzionamento del condominio. Solo attraverso una gestione attenta e proattiva è possibile garantire i servizi comuni, evitare situazioni debitorie gravi e preservare la qualità della vita all’interno del contesto condominiale. Per questo motivo, scegliere un amministratore competente e rigoroso nella gestione del credito è un investimento nel benessere di tutta la comunità condominiale.


L'incontro è valido per i crediti formativi sia per avvocati che per amministratori di condominio professionisti


AVV. ISIDORO TRICARICO

Presidente OGGICONDOMINIO

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pinkartisanchaos
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Per difendere il diritto degli uomini di possedere una donna a tutti i costi e punirla nel caso non obbedisca, si è mosso tutto un mondo di pappagalli che ripete in continuazione “La legge è questa”; “La crudeltà in senso giuridico è altro”, offendendo l'intelligenza umana.

Intanto, il messaggio dai social arriva chiaro: “Meglio la solitudine forzata che il rapporto con un uomo, di qualsiasi tipo”.

Il genere maschile non si evolve: non ha un cervello capace di maturare una Coscienza.

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kipaxy
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In una società democratica, tutti hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni, indipendentemente dal loro background accademico.
Ciò che conta è la qualità dell'argomentazione e la capacità di sostenere le proprie affermazioni con logica e dati.

Sia la formazione accademica sia l'esperienza pratica sono importanti per formare opinioni valide, e nessuna delle due può essere considerata esclusivamente superiore all'altra.